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martedì 28 giugno 2011

Il Principe Felice - Una casa di melograni

Gran parte di noi conosce il Wilde de Il ritratto di Dorian Grey: esteta, dalla scrittura molto ricercata e incline alla ricerca di aforismi volti ad impressionare il lettore. Questa, invece, è una raccolta di fiabe, da lui scritte per i propri figli. Alcune le ho trovate davvero deliziose e addirittura commoventi (Il Principe Felice e Il Gigante Egoista), alcune semplicemente tristi a causa del mancato lieto fine (Il compleanno dell'Infanta), altre ancora persino divertenti per le vicende paradossali raccontate (Il Ragguardevole Razzo). Le fiabe della prima parte sono state scritte, inoltre, per un pubblico di bambini più piccoli: sono molto semplici, con pochi personaggi, e il linguaggio è scorrevole. Nella seconda parte sono contenute le fiabe riservate a un pubblico di bambini più maturo: il linguaggio è più ricercato e anche i problemi affrontati dai protagonisti sembrano più importanti. Da ogni storia è possibile trarre un insegnamento o una morale.

Autore: Wilde, Oscar
Titolo: Il Principe Felice - Una casa di melograni
Pubblicazione: Milano, Mondadori, 1980
Edizione: 17
Collezione: Oscar Leggere i Classici

lunedì 30 maggio 2011

Il processo

Un romanzo incompiuto di Kafka, pubblicato postumo nel 1925, che si presta alle più svariate interpretazioni.
Josef K. si ritrova ad essere accusato e messo sotto processo per qualcosa che non sa neanche lui di aver commesso. La vicenda si spinge al limite del surreale: nessuno gli spiega come stanno le cose, l'unico interrogatorio a cui viene sottoposto avviene in maniera molto superficiale e tutti sembrano essere a conoscenza di questo processo tranne lui. Si rivolgerà ad un avvocato, che si riempie la bocca di tanta giurisprudenza e false speranze, ma poi lo licenzierà perché convinto che l'uomo di legge non s'impegni a sufficienza nella causa.
Il protagonista (K, alter ego di Kafka?) ha una personalità così mediocre che quasi irrita il lettore: sin dall'inizio accetta quasi passivamente la sua condizione di processato e poco o nulla fa per dimostrare la sua innocenza.
L'autore, poi, si sofferma anche sul rapporto di K. con le donne, le quali evidentemente lo trovano interessante e cercano di sedurlo, promettendogli di aiutarlo con il suo processo. Una spiegazione, probabilemente, la darà l'avvocato, riferendosi alla sua cameriera: "Quando ci si fa l'occhio si nota che gli accusati sono spesso veramentemolto belli. [...] Non può essere la colpa a farli belli perché [...] non tutti sono colpevoli, né può essere già la giusta punizione a renderli belli, perché non tutti vengono puniti, dunque può dipendere soltanto dal procedimento iniziato contro di loro, che in certo qual modo si attacca loro addosso".
Assurdi incontri lo porteranno a chiudersi sempre in sé stesso (il pittore, il sacerdote, l'industriale), convincendosi che questo processo non potrà mai essere vinto, come se fosse una lotta contro i mulini a vento.
Essendo un'opera incompiuta (Kafka non voleva neanche pubblicarlo) si possono notare alcuni buchi nella trama, contraddizioni e temi che non vengono sviluppati in maniera lineare. In appendice, poi, sono riportati alcuni capitoli incompiuti, frammenti e passi eliminati dall'autore.
Ciononostante l'ho trovato un romanzo molto appassionante, che mi ha trasmesso anche una certa apprensione nei confronti di K., soprattutto nei momenti in cui si scontrava con la burocrazia giudiziaria, la quale non gli dava modo di addentrarsi nei procedimenti che (forse) lo avrebbero aiutato a far luce sul mistero del suo processo.

Autore: Kafka, Franz
Titolo: Il processo
Pubblicazione: Milano, Mondadori, 1988
Collezione: Oscar Classici Moderni

giovedì 28 aprile 2011

Il mago dei numeri

Non ci crederete, ma un libro che ha cambiato il mio modo di vedere la realtà (matematica, s'intende) è Il mago dei numeri. Mentre lo leggevo pensavo che se mi avessero insegnato in questo modo la matematica, molto probabilmente non l'avrei guardata sempre con sospetto e circospezione, con associato senso di nausea e capogiro in caso di calcoli "complicati"! Un po' come accade a Roberto, il protagonista del romanzo, il quale si sente male al sol pensiero di dover risolvere problemi aritmetici. E, infatti, non è sereno: di notte sogna di scivolare giù per uno scivolo senza fine, oppure di essere inghiottito da un pesce gigante. Finché una notte non sogna un omino che si presenta a lui come il Mago dei Numeri. Da quel momento per Roberto si aprirà un mondo nuovo, in cui toccherà con mano le meraviglie della matematica, a partire dal concetto di unità fino ad arrivare all'algoritmo del simplesso, passando per il Triangolo di Sierpinski e la Successione di Fibonacci. Nel testo vengono chiariti in modo molto semplice e pratico cosa sono gli assiomi, i fattoriali, le radici quadrate, e così via. In alcuni casi l'autore si prende la licenza di rendere più simpatici i nomi, per rendere più semplice la memorizzazione: Bonaccione sta per Fibonacci, tirare fuori la rapa o saltellare all'indietro indica l'estrazione di radice quadrata e i numeri prìncipi sono i numeri primi. Comodissimo l'Elenco persone e oggetti smarriti (ovvero l'indice analitico) posto alla fine del libro. Accattivanti ed estremamente chiare le illustrazioni, che aiutano a comprendere ancora meglio i concetti di volta in volta presentati dal Mago.
Consiglio questo romanzo a tutti coloro i quali non sentono di avere un buon rapporto con la matematica, perché in tal modo avranno la possibilità di rivedere le proprie convinzioni; d'altro canto, lo suggerisco anche a chi non ha di questi problemi così che possa scoprire nuovi percorsi e amare ancora di più i numeri.

Autore: Enzensberger, Hans M.
Titolo: Il Mago dei Numeri
Edizione: 16
Pubblicazione: Torino, Einaudi, 1997
Collezione: Super ET

mercoledì 30 marzo 2011

Il Paradiso degli Orchi

Per chi come me aveva conosciuto il Pennac saggista, si ritroverà piacevolmente sorpreso nel conoscerlo anche come romanziere.
All'inizio non è facile addentrarsi in questa fiaba un po' surreale, tutta raccontata con grande ironia e in prima persona dal protagonista, Monsieur Malaussène, che per professione fa il "capro espiatorio" di un Grande Magazzino di Parigi. La sua è la classica famiglia allargata, formata da vari fratellastri e sorellastre concepiti da una madre inquieta e poco presente. La sua "tranquilla" routine sarà sconvolta d'improvviso da una serie di bombe che esploderanno proprio nel Grande Magazzino in cui lavora: non resterà  che indagare, anche perché tutti gli indizi sembrano sempre portare a lui, per cui dovrà anche trovare il modo di scagionarsi.
Con un linguaggio semplice, Pennac riesce a parlare di un argomento scottante (quello degli "orchi"), e lo fa con grande umorismo, facendo leva sulle debolezze umane, ma tirando anche fuori il meglio che c'è (o potrebbe esserci) in ciascuno di noi.


"Se davvero volete sognare, svegliatevi." [Malaussène-Pennac]

Autore: Pennac, Daniel
Titolo: Il Paradiso degli Orchi
Edizione: 49
Pubblicazione: Milano, Feltrinelli, 1992
Collezione: Universale Economica Feltrinelli

lunedì 28 febbraio 2011

Io non ho paura

Premetto di non aver visto l'omonimo film di Salvatores ispirato dal romanzo di Ammaniti.

"Io non ho paura" racconta in realtà le mille paure ed incertezze di Michele, un ragazzino che cresce in un minuscolo paesino del profondo Sud (Acqua Traverse, un nome di pura fantasia) insieme ai suoi amici. Durante una delle tante scorribande in quei territori per loro sconfinati e arsi dal torrido sole dell'estate, scopre Filippo, un suo coetaneo tenuto nasconsto in una sorta di "tana", legato ad una catena, sporco e delirante. Questo evento lo turberà non poco e creerà in lui molteplici dubbi sulle persone che lo circondano.
Ho trovato straordinaria la capacità narrativa di Ammaniti, che riesce a raccontare con gli occhi di un bambino una realtà così complessa, il peso di un segreto così grande da sopportare, le sue paure del buio e dei mostri, il coraggio di sfidare gli adulti e le regole convenzionali.
I personaggi sono ben delineati e caratterizzati, tanto che sembrano uscire dal racconto e presentarsi al nostro cospetto.
In effetti, non deve essere stato molto difficile trarne la sceneggiatura per un film, visto che la trama si sviluppa in un modo così lineare e ben strutturato che tiene incollato il lettore dalla prima all'ultima pagina, fino al finale (almeno per me) del tutto inaspettato.

Autore: Ammaniti, Niccolò
Titolo: Io non ho paura
Edizione: 24
Pubblicazione: Torino, Einaudi, 2001
Collezione: Stile Libero Noir

martedì 18 gennaio 2011

L'ultima riga delle favole

Conoscendo il Gramellini giornalista e collaboratore di "Che Tempo Che Fa", il suo alter ego "scrittore-di-romanzi-d'amore" ha decisamente deluso le mie aspettative, evidentemente alte.
L'intento dell'autore è già tutto nel sottotitolo: "Imparare ad amare ed essere amati". Il problema è che un libro o lo si ama o lo si odia sin dall'inizio. Il romanzo stenta a decollare fin dalle prime battute, la storia del protagonista è delle più banali che esistano (un amore non corrisposto) e lo sviluppo della trama è pressoché inverosimile e oltremodo ingarbugliata (una sorta di mondo ultraterreno in cui l'anima viene curata come se fosse alle terme e l'Io viene ispezionato a fondo).
Il tutto infarcito di tanta filosofia orientale, che dovrebbe servire al lettore disamorato della vita a conoscere meglio sé stesso, per superare infine quei traumi l'hanno portato a rifiutare i rapporti interpersonali. Psicologia da quattro soldi, direi. Probabilmente è un genere di romanzo che si adatterebbe bene a persone con scarsa stima di sé oppure che hanno da poco chiuso una relazione che continua a farli soffrire.

Autore: Gramellini, Massimo
Titolo: L'ultima riga delle favole
Edizione: 10
Pubblicazione: Milano, Longanesi, 2010
Collezione: La Gaja scienza

mercoledì 12 gennaio 2011

La neve se ne frega

Nonostante il libro abbia un retrogusto orwelliano, con un pizzico di "Mondo Nuovo" di Huxley, Luciano Ligabue ha saputo renderlo originale puntando su un aspetto poco o per nulla sviluppato nei due romanzi appena citati: l'amore. I protagonisti di "La neve se ne frega", infatti, vivono in un mondo asettico, dove tutto è prestabilito dal Piano Vidor, a partire dalla nascita (che corrisponde alla nostra vecchiaia) al lavoro, fino all'assegnazione di un certo numero di adulteri per coppia. Non esistono più malattie, il tasso di suicidi è pressoché azzerato, gli abitanti sono controllati costantemente dalle microcamere e la vita trascorre senza scossoni particolari. O almeno così sembra. Perché la natura umana, nella sua "imperfezione", non la si può controllare totalmente, e l'uomo con le sue passioni spesso può contrastare la razionalità.
Il romanzo è una sorta di diario, in cui Difo (il protagonista) si racconta, descrive il rapporto di passione e reciproca stima con la propria compagna Natura (anche lei assegnatagli dal Piano), le sue perplessità riguardo al funzionamento del Sistema in cui vivono...
Un romanzo brillante, che non annoia, anzi: poteva essere sviluppato ulteriormente, arricchendo la trama di ulteriori dettagli per sciogliere quei dubbi che comunque alla fine della storia narrata restano insoluti.

Autore: Ligabue, Luciano
Titolo: La neve se ne frega
Edizione: 5
Pubblicazione: Milano, Felrinelli, 2007
Collezione: Universale Economica

mercoledì 17 novembre 2010

I giorni felici

I giorni felici è l'esempio lampante di come a volte un romanzo possa essere già pronto per essere portato sul piccolo schermo. L'autrice è Teresa Ciabatti, scrittrice e sceneggiatrice cinematografica (ha scritto, ad esempio, la sceneggiatura di Tre Metri Sopra il Cielo), per cui nel leggere il libro si ha la sensazione di "guardare" una vera e propria fiction televisiva, "una Happy Days all'italiana, come viene definita sulla stessa copertina.
La protagonista è Sabrina Mannucci, bambina di sei anni, ritenuta un'énfant prodige soprattutto dal padre, il quale tenta in tutti i modi di far emegere le doti artistiche della figlia. Per lui, inoltre, Sabrina è la preferita e non ne fa mistero con gli altri due figli, Barbara e Roberto.
Evento cruciale per Sabrina sarà. infatti, la partecipazione allo Zecchino d'Oro, trasmissione che già aveva dato un certo rilievo a Valter Brugiolo (Popoff), Vincenza Pastorelli (Volevo un gatto nero) e Cristina D'Avena (Il Valzer del moscerino).
Dall'infanzia di Sabrina si fa un passo in avanti di trent'anni, dove tutta la famiglia è riunita attorno al padre che sta morendo di cancro.
Il clima è molto teso, soprattutto tra Sabrina e i suoi fratelli.
Attraverso una serie di flashback collocati adeguatamente, si scoprono gli scheletri nell'armadio che hanno portato alla rottura di tale rapporto. Per i tre figli, ormai adulti, è il momento di fare un bilancio, in particolare per Sabrina, la "Shirley Temple italiana".
Interessanti le biografie relative ai vari personaggi (famosi e non), poste di volta in volta alla fine di ogni capitolo man mano che vengono nominati.
Sono tutti "bambini prodigio" o comunque ragazzini che, per un motivo o per un altro, sono stati protagonisti di fatti di cronaca piuttosto rilevanti, il cui futuro non è stato propriamente roseo. Per citarne qualcuno: Shirley Temple; Andrea Balestri, il protagonista della serie Tv Pinocchio di Comencini; Gary Kasparov, il quale sin da giovanissimo vince diversi campionati di scacchi; Francesco e Salvatore Pappalardi, i tristemente noti fratellini di Gravina.
Il romanzo è intriso di dialoghi molto naturali e scorrevoli ed è tenero e crudele allo stesso tempo. Tenero per quanto riguarda le descrizioni dei ricordi dei protagonisti; crudele perché va a scavare nel più profondo dell'animo umano, dove (a discapito dei sogni) emerge solo la nuda e cruda realtà.
Senza voler rivelare nulla di più su questo appassionante romanzo, in cui fiction e cronaca, vita e televisione, menzogna e verità si uniscono e convivono quasi perfettamente, posso consigliare questo libro perché il complesso intreccio narrativo è così ben strutturato da rendere la lettura davvero piacevole e il lettore resta incollato alle pagine fino al colpo di scena finale.

Autore: Ciabatti, Teresa
Titolo: I giorni felici
Edizione: 2
Pubblicazione: Milano, Mondadori, 2008
Collezione: Strade Blu

martedì 9 novembre 2010

Alta fedeltà

Un libro che mi ha catturato dall'inizio alla fine, risucchiandomi nel tunnel delle "top five". Il protagonista, infatti, ha una passione smisurata per la musica e il vinile, che va al di là del suo lavoro nel minuscolo negozio di dischi che gestisce. Tra una classifica e l'altra (dischi preferiti, libri preferiti di tutti i tempi, film in versione originale sottotitolata, ecc.), Nick Hornby racconta i tormenti amorosi di Rob, partendo dalle cinque donne che maggiormente lo hanno fatto soffrire, passando per le passioni, i sogni e le illusioni che accomunano i trentenni di oggi.
Dal romanzo è stato tratto anche un film (del 2000), dal titolo omonimo, con John Cusack, un inimitabile Jack Black e un improbabile Tim Robbins. Ovviamente il film ha un approccio diverso, più "visivo", focalizzando l'attenzione sui punti salienti della storia di Rob e sulle gag in cui è protagonista Black. Il romanzo, invece, è più dettagliato, introspettivo e davvero piacevole, nonostante abbia visto prima la versione cinematografica.
E' il romanzo con cui Hornby ha dato il via al filone della narrativa che ha per protagonisti gli uomini, con le loro fragilità ed incoerenze. Fabio Volo non s'è inventato nulla.

Autore: Hornby, Nick
Titolo: Alta fedeltà
Edizione: 20
Pubblicazione: Parma, Guanda, 2009
Collezione: Narratori della fenice

lunedì 8 novembre 2010

La fattoria degli animali

Sfruttando la struttura della fiaba classica, che ha per protagonisti degli animali antropomorfi, Orwell racconta di una rivoluzione fallita. E' sorprendente (ma anche inquietante) ritrovare nelle azioni di Napoleon o Clarinetto, i medesimi atteggiamenti dei politici di oggi. La lettura è scorrevole, poiché la trama è molto semplice e di facile comprensione, anche per i non addetti ai lavori.

Autore: Orwell, George
Titolo: La fattoria degli animali
Edizione: 10
Pubblicazione: Milano, Mondadori, 2001
Collezione: Oscar classici moderni

giovedì 21 ottobre 2010

Quando le tartarughe vengono usate a sproposito!

A proposito del diritto imprescrittibile del lettore n. 3 ("Diritto di non finire un libro"), ecco un esempio lampante di libro lasciato a metà: Il guscio della tartaruga. Vite più che vere di persone illustri, di Silvia Ronchey.
E' un libro che non racconta una storia, ma tente storie di personaggi più o meno famosi. Diciamo subito che il libro l'ho comprato perché attratta dalla copertina (mi piacciono le tartarughe), e anche il titolo piuttosto enigmatico aveva il suo perché. Il problema è che leggendo le biografie dei diversi personaggi (posti in ordine alfabetico) non sono riuscita a capire il "mistero" accennato nella quarta di copertina. Per di più, ho anche scaricato il file pdf dal sito della casa editrice Nottetempo, dove avrei dovuto trovare la soluzione all'enigma, ma... niente! O è un mistero davvero misterioso, o sono io che non ho colto l'essenza del libro. Non ha aiutato, infine, il modo di narrare dell'autrice, fatto di tante frasi/citazioni messe insieme, senza un filo logico tra loro, alcune vere o per lo meno verosimili, tutte (o quasi) che iniziano con le parole "Secondo X" (dove per "X" si intende, di volta in volta, il personaggio trattato).
Un libro che avrei fatto a meno di leggere e che ho dovuto interrompere neanche a metà, prima di iniziare ad odiarlo.
Una precisazione a beneficio dell'ignoranza di chi ha scritto la quarta di copertina: non è affatto vero che il guscio di una tartaruga non aderisce al corpo dell'animale! Anzi, molti organi vitali sono attaccati direttamente al carapace (la parte superiore) e al piastrone (la parte inferiore).

Autore: Ronchey, Silvia
Titolo: Il guscio della tartaruga
Edizione: 2
Pubblicazione: Roma, Nottetempo, 2009
Collezione: Narrativa

martedì 14 settembre 2010

Il tarlo della lettura

La home page di aNobii
Sono costantemente alla ricerca di nuovi libri da aggiungere alla mia libreria, tant'è che ne ho almeno una decina in coda di lettura. :)
Ultimamente traggo molta ispirazione dal sito aNobii, un socialnetwork esclusivamente dedicato alla lettura. Prima di tutto, spieghiamo cosa vuol dire aNobii: il nome deriva dall’Anobium punctatum, il "tarlo della carta". Nei paesi anglosassoni, infatti, con questo appellativo si indica metaforicamente chi passa molto tempo sui libri. E fin qui, mi sento soddisfatta ad essere paragonata a un tarlo!
Che si fa con aNobii? Dopo essersi registrati, il primo passo fondamentale è quello di creare una propria libreria virtuale, inserendo i codici ISBN o i titoli dei libri in questione. Per ogni libro possiamo memorizzare tante altre informazioni aggiuntive: la data di inizio/fine della lettura, dove l'abbiamo preso/acquistato ed esprimere un giudizio da 1 a 5 sul volume letto. Per di più, è possibile scrivere una recensione per far conoscere agli altri utenti iscritti il nostro parere sul testo che abbiamo affrontato. Ci è piaciuto? Era meglio non comprarlo? Possiamo essere spietati quanto vogliamo: ogni informazione può essere utile!
Una volta abbozzata la nostra bella libreria, possiamo iniziare a girovagare nel sito e curiosare tra i libri degli altri, scoprendo chi ha i nostri stessi interessi. aNobii li chiama vicini e sono le persone che hanno i nostri stessi gusti. Più o meno, perché è tutto basato sul calcolo percentuale dei libri in comune. Per esempio, Ele ed io abbiamo il 37,1% di compatibilità (STRAORDINARIO, dice aNobii), ma in verità abbiamo solo 15 libri che ci accomunano, tenendo conto che sono quasi tutti degli stessi autori.
Ma la cosa divertente è che in questo modo è possibile scoprire quali libri potrebbero incontrare i nostri gusti, aggiungendoli così alla Lista desideri. La mia cresce di giorno in giorno, ma almeno posso far sapere ai miei amici cosa regalarmi a Natale, senza sbagliare! ;)
Ultimamente, poi, ho scoperto che si possono anche effettuare scambi (o vendite) di libri tra utenti. E' sufficiente iscriversi a uno dei gruppi sull'argomento e postare un messaggio in cui si indica il libro che cerchiamo o che vogliamo scambiare.
Ogni volta che accediamo al sito, infine, ci vengono consigliati i libri che potrebbero interessarci, quelli inseriti da poco dagli altri utenti e le recensioni dei nostri vicini.

Credo sia un ottimo sito su cui vale la pena indugiare anche per diverse ore se necessario, soprattutto se il nostro compagno, in questo viaggio chiamato vita, è un buon libro!

P.s.: se mi cercate su aNobii, qui trovate la mia libreria!

mercoledì 8 settembre 2010

Il piacere di leggere

Diverso tempo fa mi sono imbattuta in un libro di Daniel Pennac che ha modificato in un certo senso il mio modo di approcciare alla lettura: "Come un romanzo".
E' un saggio dedicato a tutti coloro che amano i libri, ma anche a quei lettori i quali in passato sono stati costretti alla lettura (dagli insegnanti o dai genitori) e che solo in età adulta hanno scoperto il vero piacere di leggere.
Pennac analizza i vari comportamenti legati all’interazione con l’oggetto "libro" e i suoi contenuti, ponendo l’accento sulle varie "deformazioni" derivanti dall’educazione scolastica e familiare.
Sin da quando si incomincia a riconoscere le lettere dell’alfabeto, infatti, la lettura spesso è imposta come un dovere e ciò comporta, nella maggior parte dei casi, un netto rifiuto del libro da parte del bambino o dell’adolescente. Pennac, invece, capovolge questo punto di vista, trasformando il triste dovere in un diritto imprescrittibile. Anzi, di diritti del lettore ne individua ben dieci, stilando in tal modo un vero e proprio decalogo. A sorpresa scopriamo, ad esempio, che si può esercitare "il diritto di non leggere", perché a dir la verità "(…) non leggiamo sempre. I nostri periodi di lettura si alternano sovente a lunghi digiuni durante i quali la sola vista di un libro risveglia in noi i miasmi dell’indigestione". E così via, passando dal diritto di saltare le pagine a quello di tacere ("le nostre ragioni di leggere sono strane quanto le nostre ragioni di vivere. E nessuno è autorizzato a chiederci conto di questa intimità"), soffermandosi sul diritto di non finire un libro o addirittura di leggere qualsiasi cosa.
Dal libro traspare la lunga esperienza dell’autore come insegnante di francese nella scuola secondaria: Pennac, dunque, dispensa riflessioni sulla pedagogia, sulle ataviche disfunzioni dell’istituto scolastico e sul ruolo della famiglia. Il tutto, però, condito da una leggerezza e da una chiarezza di linguaggio che invogliano anche il lettore più pigro a "spizzicare" qua e là, prendendo un volume a caso dalla propria biblioteca, aprendolo dove capita e immergendosi nella lettura solo per qualche minuto, proprio perché si ha poco tempo a disposizione.

Autore: Pennac, Daniel
Titolo: Come un romanzo; traduzione di Yasmina Melaouah
Titolo originale: Comme un roman
Edizione: 17
Pubblicazione: Milano, Feltrinelli, 2007
Collezione: Universale economica