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lunedì 4 aprile 2011

Pessimi traduttori

Alzi la mano chi di voi, o per pigrizia o in preda alla disperazione, almeno una volta nella vita abbia fatto ricorso a un traduttore on line, tipo Google Traduttore. Bene, smettete immediatamente! Anche perché, ve ne sarete certamente accorti, queste traduzioni sono per lo più approssimative e spesso scorrette dal punto di vista grammaticale.
Una prova? Andate su Bad Translator e divertitevi a tradurre in varie lingue tutti i testi che desiderate. Ho provato, ad esempio, ad inserire il seguente testo in inglese:

Machine translations are useful for getting a general idea about what text written in a foreign language means.

E questo è ciò che mi ha tirato fuori il traduttore, in 40 lingue (tra cui l'italiano)...
ITALIANO: La traduzione automatica è uno strumento utile in una lingua straniera, il testo, l'idea generale. (???)
Che, poi, ritradotto in inglese sarebbe: Machine translation is a useful tool in a foreign language, the text, the general idea.  
E' chiaro che cambia il significato dell'intera frase e le conseguenze possono essere a dir poco disastrose. 
Se non volete ricorrere ai traduttori on line a pagamento e se non avete amici/conoscenti più bravi di voi, l'unica soluzione, dunque, è semplicemente usare la testa: ricorrere sì a Google Translate, ma non accontentandosi della solita traduzione letterale standard, cercando di capire se il senso della frase può davvero essere quello generato dalla macchina o meno.
E poi, finché si parla delle lingue che si insegnano a scuola, forse ce la possiamo anche cavare,  ma non appena usciamo dai confini europei la faccenda si complica. Così mi chiedo... ma voi, come risolvete normalmente questo problema?

giovedì 31 marzo 2011

Girare il mondo? Basta un click!

Avete sempre desiderato viaggiare ma vi mancano il tempo e i soldi? Da oggi  per visitare i luoghi più belli del mondo vi bastano un PC, Internet e un po' di fantasia.
Il nuovo arrivato in casa Google, infatti, si chiama Google-Tricke, che su Street View raccoglie i monumenti e i luoghi più belli d'Italia e del mondo.
Il triciclo di Google
Grazie alla collaborazione della Direzione Generale per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del MiBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali), Google ha potuto esplorare e fotografare alcuni dei luoghi più belli del nostro Paese.
Nei mesi scorsi il Google-trike, uno speciale triciclo equipaggiato con una fotocamera in grado di scattare foto a 360°, ha percorso luoghi non accessibili alle automobili, come i siti archeologici più belli di Roma, i vicoli medievali di San Gimignano, i giardini di ville e residenze storiche, il centro di Firenze e molto altro ancora.
Queste meraviglie arricchiscono la raccolta degli altri luoghi visitati dal triciclo all’estero, per esempio il Castello di Chenonceau in Francia o i Giardini Botanici Reali di Kew nei pressi di Londra. Tutti sono ora visibili nella sezione
Patrimonio dell'Umanità, all’interno della Street View Gallery.
La schermata della Street View Gallery con Villa d'Este (Roma)

mercoledì 30 marzo 2011

Il Paradiso degli Orchi

Per chi come me aveva conosciuto il Pennac saggista, si ritroverà piacevolmente sorpreso nel conoscerlo anche come romanziere.
All'inizio non è facile addentrarsi in questa fiaba un po' surreale, tutta raccontata con grande ironia e in prima persona dal protagonista, Monsieur Malaussène, che per professione fa il "capro espiatorio" di un Grande Magazzino di Parigi. La sua è la classica famiglia allargata, formata da vari fratellastri e sorellastre concepiti da una madre inquieta e poco presente. La sua "tranquilla" routine sarà sconvolta d'improvviso da una serie di bombe che esploderanno proprio nel Grande Magazzino in cui lavora: non resterà  che indagare, anche perché tutti gli indizi sembrano sempre portare a lui, per cui dovrà anche trovare il modo di scagionarsi.
Con un linguaggio semplice, Pennac riesce a parlare di un argomento scottante (quello degli "orchi"), e lo fa con grande umorismo, facendo leva sulle debolezze umane, ma tirando anche fuori il meglio che c'è (o potrebbe esserci) in ciascuno di noi.


"Se davvero volete sognare, svegliatevi." [Malaussène-Pennac]

Autore: Pennac, Daniel
Titolo: Il Paradiso degli Orchi
Edizione: 49
Pubblicazione: Milano, Feltrinelli, 1992
Collezione: Universale Economica Feltrinelli

giovedì 10 marzo 2011

I limiti dell'iPad

Gira in rete un video che pubblicizza l'app del Newsday (quotidiano newyorkese) per l'iPad, ricordandoci che con la "tavoletta" possiamo fare molteplici cose... tranne una! Godetevelo e fatemi sapere cosa ne pensate dei supporti elettronici per e-book. 
:)

lunedì 28 febbraio 2011

Io non ho paura

Premetto di non aver visto l'omonimo film di Salvatores ispirato dal romanzo di Ammaniti.

"Io non ho paura" racconta in realtà le mille paure ed incertezze di Michele, un ragazzino che cresce in un minuscolo paesino del profondo Sud (Acqua Traverse, un nome di pura fantasia) insieme ai suoi amici. Durante una delle tante scorribande in quei territori per loro sconfinati e arsi dal torrido sole dell'estate, scopre Filippo, un suo coetaneo tenuto nasconsto in una sorta di "tana", legato ad una catena, sporco e delirante. Questo evento lo turberà non poco e creerà in lui molteplici dubbi sulle persone che lo circondano.
Ho trovato straordinaria la capacità narrativa di Ammaniti, che riesce a raccontare con gli occhi di un bambino una realtà così complessa, il peso di un segreto così grande da sopportare, le sue paure del buio e dei mostri, il coraggio di sfidare gli adulti e le regole convenzionali.
I personaggi sono ben delineati e caratterizzati, tanto che sembrano uscire dal racconto e presentarsi al nostro cospetto.
In effetti, non deve essere stato molto difficile trarne la sceneggiatura per un film, visto che la trama si sviluppa in un modo così lineare e ben strutturato che tiene incollato il lettore dalla prima all'ultima pagina, fino al finale (almeno per me) del tutto inaspettato.

Autore: Ammaniti, Niccolò
Titolo: Io non ho paura
Edizione: 24
Pubblicazione: Torino, Einaudi, 2001
Collezione: Stile Libero Noir

giovedì 10 febbraio 2011

La chiocciola e i suoi fratelli

Come si chiama il simbolo @ nei diversi Paesi?
In Italia è la chiocciola, in inglese si dice at.
In Olandese è apestaart (coda di scimmia).
In Svedese è snabel-a ("A" con la proboscide).
In altre lingue è la coda del topo, il gatto che dorme, l'ochetta, il cane, il vermetto.

Ne conoscete altri? Aspetto le vostre segnalazioni! :)

martedì 8 febbraio 2011

Spam

Secondo la teoria più accreditata, la parola "spam" ha origine da questa scenetta dei Monty Python, un celebre gruppo comico inglese che si è esibito dal 1969 al 1983.
Nello sketch la parola "spam", strillata dalla protagonista Vikings, sommerge ogni conversazione possibile, proprio come lo spam inonda le nostre caselle di posta.

Il termine sembra essere nato nel mondo virtuale di MUD, un gioco di ruolo testuale che si giocava sulle prime reti di computer negli anni 80: con la parola "spam" veniva indicato qualunque tipo di comportamento scorretto o proibito all'interno del gioco.