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venerdì 29 giugno 2012

Le sette regole dell’arte di ascoltare



  1. Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni. Le conclusioni sono la parte più effimera della ricerca.
  2. Quel che vedi dipende dal tuo punto di vista. Per riuscire a vedere il tuo punto di vista, devi cambiare punto di vista.
  3. Se vuoi comprendere quel che un altro sta dicendo, devi assumere che ha ragione e chiedergli di aiutarti a vedere le cose e gli eventi dalla sua prospettiva.
  4. Le emozioni sono degli strumenti conoscitivi fondamentali, se sai comprendere il loro linguaggio. Non ti informano su cosa vedi, ma su come guardi. Il loro codice è relazionale e analogico.
  5. Un buon ascoltatore è un esploratore di mondi possibili. I segnali più importanti per lui sono quelli che si presentano alla coscienza come al tempo stesso trascurabili e fastidiosi, marginali e irritanti, perché incongruenti con le proprie certezze.
  6. Un buon ascoltatore accoglie volentieri i paradossi del pensiero e della comunicazione. Affronta i dissensi come occasioni per esercitarsi in un campo che lo appassiona: la gestione creativa dei conflitti.
  7. Per divenire esperto nell’arte di ascoltare devi adottare una metodologia umoristica. Ma quando hai imparato ad ascoltare, l’umorismo viene da sé.
[da M. Sclavi, Arte di ascoltare e mondi possibili, Bruno Mondadori, 2003]

lunedì 8 agosto 2011

Buone vacanze e... volemose bene!

Ovvero: almeno in vacanza, lasciamo perdere le cremine.
Diciamoci la verità: chi di noi, guardandosi allo specchio, si sente sempre completamente al top? Sono convinta che anche Angelina Jolie, di tanto in tanto, abbia dei momenti no...
La riflessione nasce dallo spot di una nota linea di cosmetici per combattere la cellulite, che esordisce con un monito più che minaccioso: "LA CELLULITE E' UNA MALATTIA!" (ci manca solo che aggiunga ".... e ricordati che devi morire!"). Affrontiamo l'argomento razionalmente: la cellulite, chi più chi meno, ce l'abbiamo tutte. Persino Kate Moss è stata beccata con un filino di buccia d'arancia!
Ragazze, voglio svelarvi un segreto: la cellulite non è una malttia! Dobbiamo farcene una ragione: fa parte dell'essere donna. Certo, in alcuni casi diventa così patologica da infiammare i tessuti (e allora si che potrebbe essere definita come una malattia), ma molte di noi hanno giusto un po' di adipe che nel migliore dei casi "arriotonda" un po' le forme.
Questo sfogo perché.... Perché non è possibile sentir dire dalle case di moda che la 42 e la 44 sono delle "taglie forti"!!! Insomma, ribelliamoci a questo stato di cose... Pensateci bene: perché le modelle devono essere anoressiche? Innanzitutto è molto più semplice "vestire" un manichino senza forme, su cui la stoffa "cade bene", non si arriccia, non fa difetto. In secondo luogo, gran parte degli stilisti sono uomini a cui non piacciono le donne, ergo le forme. Poi (per competere) si sono adattate anche le stiliste.

Con questo post voglio solo augurarvi buone vacanze e buon ferragosto, ricordandoci che siamo tutte belle e augurandoci di fare pace con la bilancia almeno per questa estate (tanto la prova costume ormai è andata....)!
:)

giovedì 14 luglio 2011

La metafora delle pulizie... Again!

Ci risiamo: le pulizie ritornano periodicamente. Non mi riferisco a quelle quotidiane/settimanali che servono per tenere lontani i nemici dell'igiene o perché "non sia mai viene qualcuno", ma a quelle che una tantum alcuni di noi (che sia Pasqua, primavera, cambio di stagione, ospiti inattesi, ecc.) decidono di fare con tanta convinzione determinazione, ma poi (puntualmente) se ne pentono!
Si comincia con lo svuotare un cassetto, si ritrovano vecchi cimeli perduti dalla notte dei tempi, e ci si ritrova con la stanza in subbuglio perché intanto la roba da buttare o in attesa di decidere cosa farne la poggiamo qua e là. E intanto la montagna di oggetti/vestiti/libri si accumula, cresce e ci demoralizza. Ora sono in questa fase: la mia scrivania è super-organizzata, i cassetti della biancheria sono puliti-profumati-ordinati, ma... c'è un ma: una marea di accessori in stand-by sul mio letto che non so assolutamente dove mettere! Ergo, dopo un'iniziale sprint, adesso sono giù di morale e in crisi, essendomi resa conto di essere a meno della metà dell'opera! Maledetta Mary Poppins, che ci hai illuso di poter riordinare la stanza con uno schiocco di dita! :P
Ed ecco che sono andata fuori tema: volevo parlarvi delle pulizie come metafora della vita, ma mi sono persa (come quando si rimette a posto la stanza, appunto: si comincia con una cosa e ci si ritrova a fare altro. E non è già una metafora quaesta?)
Dunque, la stanza/casa è la nostra vita. Sono giunta alla conclusione che quando decido di mettere in ordine la mia stanza, il mio inconscio vorrebbe farmi mettere, invece, ordine nella mia vita (povero illuso!). E in effetti è così: quando c'è un cambiamento (fine della scuola, chiusura del semestre, svolte nella propria vita) si parte col guardare l'armadio con occhio critico e.... via! parte la rivoluzione!
Al di là di tutta la fatica, però, c'è tanta soddisfazione finale. Il problema è che la rivoluzione è cominciata dalla nostra stanza: la vita ha ben altri ritmi.... :)

mercoledì 6 luglio 2011

Quando Google si sente fortunato

Quanti di voi hanno cliccato sul tasto "Mi sento fortunato" nella home page di Google? Ammetto di averlo fatto oggi per la prima volta, dopo aver letto questo articolo qui. Apprendo solo ora che questo tastino costerebbe a Google centinaia di milioni l'anno, a causa dei mancati ricavi. E bisogna ammettere che non si di grande utilità: quando si esegue una ricerca, cliccando su questo bottone, si viene reindirizzati direttamente sulla pagina che Google ritiene più pertinente. Insomma: il motore di ricerca tenta di indovinare le nostre esigenze! Ma non sempre c'azzecca. Anche perché, prima di arrivare alla pagina che ci serve, magari ce ne sputa fuori due o tre che non hanno niente a che vedere con la nostra ricerca.
Ho scoperto, però, un'altra funzione del "Mi sento fortunato": sempre dalla home di Google, cliccandoci su (senza effettuare ricerche) si viene catapultati nell'archivio storico dei loghi (Doodles) utilizzati dal motore di ricerca con sede a Mountain View (California) per feste, eventi e ricorrenze.
E questa è una buona opportunità per rivedere i loghi più belli e divertenti, ma anche per scoprirne qualcuno che ci è sfuggito!
A questo punto, però, spero che una volta rimosso il tasto in questione, Google riservi uno spazio ai suoi loghi storici, semmai cambiando il nome con un tag più intuitivo, che faccia capire immediatamente cosa si cela dietro il click. Anche se poco fantasioso, per esempio, un bel "Archivio Doodles" ci starebbe bene!
Se poi avete qualche idea migliore e più interessante, fatevi avanti! Intanto, andate a godervi la galleria di loghi più belli e, se vi va, date un'occhiata alla loro storia.
Il doodle-chitarra interattivo a sei corde che rende omaggio a Les Paul, padre della Gibson a sei corde che il 9 Giugno avrebbe festeggiato il suo 96° compleanno.

martedì 28 giugno 2011

Il Principe Felice - Una casa di melograni

Gran parte di noi conosce il Wilde de Il ritratto di Dorian Grey: esteta, dalla scrittura molto ricercata e incline alla ricerca di aforismi volti ad impressionare il lettore. Questa, invece, è una raccolta di fiabe, da lui scritte per i propri figli. Alcune le ho trovate davvero deliziose e addirittura commoventi (Il Principe Felice e Il Gigante Egoista), alcune semplicemente tristi a causa del mancato lieto fine (Il compleanno dell'Infanta), altre ancora persino divertenti per le vicende paradossali raccontate (Il Ragguardevole Razzo). Le fiabe della prima parte sono state scritte, inoltre, per un pubblico di bambini più piccoli: sono molto semplici, con pochi personaggi, e il linguaggio è scorrevole. Nella seconda parte sono contenute le fiabe riservate a un pubblico di bambini più maturo: il linguaggio è più ricercato e anche i problemi affrontati dai protagonisti sembrano più importanti. Da ogni storia è possibile trarre un insegnamento o una morale.

Autore: Wilde, Oscar
Titolo: Il Principe Felice - Una casa di melograni
Pubblicazione: Milano, Mondadori, 1980
Edizione: 17
Collezione: Oscar Leggere i Classici

lunedì 30 maggio 2011

Il processo

Un romanzo incompiuto di Kafka, pubblicato postumo nel 1925, che si presta alle più svariate interpretazioni.
Josef K. si ritrova ad essere accusato e messo sotto processo per qualcosa che non sa neanche lui di aver commesso. La vicenda si spinge al limite del surreale: nessuno gli spiega come stanno le cose, l'unico interrogatorio a cui viene sottoposto avviene in maniera molto superficiale e tutti sembrano essere a conoscenza di questo processo tranne lui. Si rivolgerà ad un avvocato, che si riempie la bocca di tanta giurisprudenza e false speranze, ma poi lo licenzierà perché convinto che l'uomo di legge non s'impegni a sufficienza nella causa.
Il protagonista (K, alter ego di Kafka?) ha una personalità così mediocre che quasi irrita il lettore: sin dall'inizio accetta quasi passivamente la sua condizione di processato e poco o nulla fa per dimostrare la sua innocenza.
L'autore, poi, si sofferma anche sul rapporto di K. con le donne, le quali evidentemente lo trovano interessante e cercano di sedurlo, promettendogli di aiutarlo con il suo processo. Una spiegazione, probabilemente, la darà l'avvocato, riferendosi alla sua cameriera: "Quando ci si fa l'occhio si nota che gli accusati sono spesso veramentemolto belli. [...] Non può essere la colpa a farli belli perché [...] non tutti sono colpevoli, né può essere già la giusta punizione a renderli belli, perché non tutti vengono puniti, dunque può dipendere soltanto dal procedimento iniziato contro di loro, che in certo qual modo si attacca loro addosso".
Assurdi incontri lo porteranno a chiudersi sempre in sé stesso (il pittore, il sacerdote, l'industriale), convincendosi che questo processo non potrà mai essere vinto, come se fosse una lotta contro i mulini a vento.
Essendo un'opera incompiuta (Kafka non voleva neanche pubblicarlo) si possono notare alcuni buchi nella trama, contraddizioni e temi che non vengono sviluppati in maniera lineare. In appendice, poi, sono riportati alcuni capitoli incompiuti, frammenti e passi eliminati dall'autore.
Ciononostante l'ho trovato un romanzo molto appassionante, che mi ha trasmesso anche una certa apprensione nei confronti di K., soprattutto nei momenti in cui si scontrava con la burocrazia giudiziaria, la quale non gli dava modo di addentrarsi nei procedimenti che (forse) lo avrebbero aiutato a far luce sul mistero del suo processo.

Autore: Kafka, Franz
Titolo: Il processo
Pubblicazione: Milano, Mondadori, 1988
Collezione: Oscar Classici Moderni

Referendum 2011: una scelta consapevole

Nonostante le critiche e i tentativi di boicottaggio, ci stiamo avvicinando sempre più al fatidico referendum del 12-13 giugno. È impressionante constatare come molte persone (di tutte le età) non siano ancora adeguatamente informate sulle questioni che ci verranno poste. Per questo motivo credo sia giunto il momento di fare un po’ il punto della situazione, addentrandoci quel tanto che basta nella giungla dei quesiti referendari, non sempre molto comprensibili. Ricordiamoci, inoltre, che questo sarà un referendum abrogativo, per cui ci chiederanno di sopprimere in parte o totalmente leggi esistenti.
Ecco, dunque, una breve guida per non perdersi nei meandri della cabina elettorale.
I primi due quesiti sono strettamente collegati tra loro e riguardano la privatizzazione dell’acqua (affidamento e gestione dei servizi pubblici a privati e relative tariffe da applicare). Rispondendo SI dichiariamo che vogliamo che l’acqua resti un bene pubblico, di cui può usufruire anche chi non può permettersi di pagarla. 
Ed eccoci di fronte alla domanda più controversa: quella sul nucleare. In seguito ai tragici eventi che hanno visto il Giappone come protagonista, il governo ha deciso di congelare il referendum sul nucleare in modo da poter  riproporre l’argomento fra qualche anno. A tal proposito siamo in attesa che si pronunci la Cassazione, la quale stabilirà se dovremo rispondere o meno al quesito. In parole semplici ci chiederanno se attualmente è ancora necessario costruire in Italia 13 centrali nucleari per avere fonti di energia o è possibile trovare un sistema di approvvigionamento alternativo (eolico, fotovoltaico, ecc.)? Con un bel SI ci dichiariamo favorevoli allo sviluppo delle energie rinnovabili.
Il quarto quesito, infine, è sul legittimo impedimento, una legge licenziata dal Parlamento tra febbraio e aprile 2010 e corretta dalla Corte costituzionale a gennaio 2011 che, per 18 mesi dall'approvazione, permette al Presidente del Consiglio e alle alte cariche dello stato di non recarsi in tribunale a causa degli impegni di governo. Apponendo una X sul SI dichiariamo di volere che anche i ministri imputati e il premier rispettino le leggi esattamente come noi.
Non è poi così difficile, vero? Si tratta di contrassegnare le schede con quattro SI, tenendo presente che il referendum è una delle rare occasioni in cui si chiede al popolo di esprimere la propria opinione, la quale sarà presa in considerazione solo nel caso in cui si raggiunga il quorum (50% + 1 dell’elettorato attivo). 
Siamo chiamati in prima persona a rispondere di argomenti che ci toccano da molto vicino: non lasciamoci sfuggire quest’occasione di fare la differenza!

(articolo scritto per Il Sassolino puntoit)